Donato Cosmo
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Nasce in Puglia dove comincia a muovere i suoi primi passi in camera oscura a 17 anni. Continua l'approfondimento delle tecniche in analogico, passando per i vari formati, per poi passare in maniera non definitiva al digitale. Prende parte a due workshop a Roma presso la 10b, specialzzandosi in post-produzione digitale di reportage e moda.
Partecipa al concerto del 1 maggio 2009 a Roma come fotografo ufficiale e fonda con Massimo Barberio un collettivo fotografico di nome Vozel, con l'intento di dare un'impronta diversa alla fotografia musicale.
Estasi
Estasi
- il silenzio dopo lo scatto -
“Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla.”
La poesia, è un atto di fede. O ci si crede o no.
La poesia ai tempi della crisi non è un lusso, è un invito alla riflessione. Una riflessione da imbracciare per avere strumenti per guardarsi meglio, nel tempo e nello spazio che occupiamo. L’atto creativo, così vicino a quello poetico, mi affascina quando diventa tangibile, quando prende e lascia nella stessa misura. È quello che ho scelto di fare, fare per me, fare con questo progetto.
Da poco in una nuova città, cammino con sempre meno punti di riferimento.
Lipsia si dice sia come Berlino una manciata di anni fa, ancora da capire, ancora in riabilitazione, ancora fuori dalle luci della ribalta, fuori dal socialismo ma fuori dall’ Europa che conta. Ha perso abitanti per più di un quarto di milione in neanche un ventennio. Perfino in Italia ci è andata meglio. Quel che oggi rimane è l’architettura, espressione del potere, a dirci tutto, prima che gli occhi ce lo raccontino, che le storie si intreccino. Ma può essere solo un effetto della gentrificazione quando c’è un mito ben più grande, che anzi è stato realtà così a lungo, come il socialismo? Una storia particolare o una storia generale?
“Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.”
Mi torna come un ritornello in testa. Quale la forma del deserto? Lo capisco dalla città o dalla sua storia? E quale la forma della città? Quale l’opposizione? E se la città non fosse in opposizione con il deserto?
La parola Estasi viene spesso mal interpretata: significa semplicemente esser fuori.
Come me, con questi guanti mai usati prima, questi scarponi nuovi e già infangati, con i suoi palazzi usati solo prima, queste insegne nuove, Lipsia è fuori.
Lipsia è est, è stasi, è estasi, è socialismo e memoria, questo proverò a raccontare nei prossimi tre mesi, attraverso un lavoro di archeologia abitabile e sentimentale.
Il nostro tramite, un mito di cui ancora ci piace nutrirci, un altro cielo da occupare, un occhio chiuso aspettando di vedere cosa ne sarà…
N. B. : fra virgolette, citazioni da Le città Invisibili, I. Calvino
