HAI MAI PROVATO LO SGUARDO LENTO?

di Alessandro Mallamaci

Una delle lezioni creative più difficili che ho dovuto imparare è stata quella di saper attendere il mio lavoro, senza comprenderlo. Ciò che chiamo processo di re-visione, nella fase di editing del testo dell’immagine, si basa sulla convinzione che le mie fotografie siano più sagge di me.
Rebecca Norris Webb

Chi mi conosce sa che preferisco le fotografie che evocano a quelle che raccontano in maniera chiara un evento. Ultimamente mi sto dedicando alla produzione di immagini non troppo ricche di informazioni, almeno in apparenza. Ho scelto una distanza piuttosto ravvicinata rispetto al paesaggio e ho quasi abbandonato i campi lunghi.

Tuttavia questa fotografia del porto di Gozo… guardatela per un attimo. Sì, adesso, interrompete la lettura. Cosa avete visto? Che sensazione vi ha trasmesso?

A me fa una strana impressione ogni volta che la riguardo: è come se chiedesse di essere osservata con attenzione e lentezza. Ognuno degli elementi che la compongono racconta qualcosa di diverso, dall’architettura alla vegetazione, dalla chiesa in alto alla nave in basso, dai pub che si affacciano sul porto alle imbarcazioni in acqua o in strada, per poi finire con i chioschi e gli autobus per i turisti.

Penso che tutti voi abbiate notato un uccello in alto a destra ma gli altri elementi che maggiormente stimolano la mia curiosità sono i signori seduti al tavolo in basso a destra, la statua della Madonna nella grotta sotto la chiesa e il pesce spada che funge da insegna sul lato sinistro dell’immagine.

Avevate notato tutti questi elementi? Vi rendete conto di quante informazioni possa contenere una singola immagine? Guardate anche le architetture, vi sembrano costruite in maniera coerente? Cosa vi raccontano tutti questi elementi che abbiamo citato? Notate qualcos’altro?

Vi siete mai soffermati a guardare un’immagine per più di tre secondi? Avete mai riflettuto sul fatto che le fotografie sono dei documenti? Immaginate di uscire adesso – sì proprio ora – in strada e scattare una foto. E immaginate che la vostra foto venga ritrovata tra 100 anni. Pensate che chi la guarderà si concentrerà sulla vostra bravura e sulla bellezza della fotografia? O forse si concentrerà sul modo di costruire, sul modo in cui la gente si veste, insomma sulle nostre abitudini e sulla nostra cultura? Vi sfido a guardare le fotografie ragionando su cosa vi raccontano e a mettere da parte l’estetica fine a sé stessa!

Questa fotografia è stata scattata con una Leica SL e con un 50 mm f/2 Summicron-M. Uso spesso le ottiche M (e il 50 in particolare che è la mia ottica preferita) sulla Leica SL. In questo modo posso avere tutta la comodità offerta da una macchina come la Leica SL che è il top dal punto di vista delle prestazioni e della resa, in un sistema fotografico compatto, grazie alla leggerezza del 50 mm f/2 Summicron-M.

Dal 3 al 7 aprile sono stato a Malta, insieme ad altri 5 fotografi e Leica ambassador, per un progetto in partnership tra Leica Camera Italia e la Malta Tourism Authority. Cosa ne sarà degli scatti realizzati lo scoprirete molto presto… stay tuned ;)

Alessandro Mallamaci
www.alessandromallamaci.it
blog.alessandromallamaci.it
workshop.alessandromallamaci.it
instagram.com/alessandromallamaci

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